I leader di tre Paesi Balcanici, Albania, Serbia e Macedonia del Nord, hanno firmato un accordo per la creazione di una zona di libero scambio di persone, merci, capitali e servizi, modellato sul trattato Schengen oggi operativo in Europa.

La “Mini-Schengen”, come è stata ribattezzata, è aperta a tutti i Paesi dell’area, in particolare Bosnia-Erzegovina, Montenegro e potenzialmente Kosovo.
L’accordo ha l’obiettivo di sviluppare l’economia dei Paesi aderenti favorendo gli scambi commerciali e riducendo il tasso di disoccupazione (nel terzo trimestre del 2019 Serbia 9,5%, Albania 12,5% e Macedonia del Nord 17,5%).
I tre Paesi costituenti sono intenzionati ad aderire all’unione europea e tali accordi, favoriti da alcuni Paesi europei, li aiuteranno nel percorso di ingresso.

Le relazioni politiche delle regioni sono decisamente migliorate. I Balcani sono una regione concentrata sulla stabilità, sullo sviluppo economico, dedicate all’integrazione europea e al miglioramento degli standard qualitativi, sia per i cittadini che per gli imprenditori.

La “Mini -Schengen” creerà uno spazio economico regionale, eliminando le barriere commerciali non tariffarie e armonizzando le leggi al fine di creare un bacino potenziale interessante per gli investimenti stranieri.
Nell’ultima conferenza stampa svoltasi alla fine di novembre i rispettivi leader di Serbia, Albania e Macedonia del Nord, Vucic, Rama e Zaev hanno citato i dati della Banca Mondiale che evidenzia come le barriere doganali costituiscano un costo occulto rilevante per le aziende.

Il mercato comune dei tre Paesi si pone quindi l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la competitività dell’intera regione, popolata da 12 milioni di abitanti. Le aziende dei tre Paesi saranno in grado di ottenere manodopera dai paesi limitrofi, senza aggravi burocratici, si troveranno ad operare in un sistema unico che consentirà molti benefici e agevolazioni anche nella vita quotidiana consentendo l’attraversamento delle frontiere con la sola carta d’identità.

La strategia di sviluppo economico congiunto, con la creazione della cosiddetta Piccola area Schengen
influenzerà positivamente i Paesi Balcanici generando le condizioni ottimali, in termini normativi ed economici, per attrarre investitori stranieri e stimolare una crescita economica costante.
L’unione rende Serbia, Albania e Macedonia del nord più competitivi, più attraenti sia sul mercato regionale e nei rapporti con EU, sia nei marcati globali e nelle rotte internazionali.